Cane Pastore del Caucaso

Pubblicato 27/11/2014 16:59:23
Categorie Razze di Cani

Cane Pastore del Caucaso

Secondo il vecchio standard, il pastore del Caucaso doveva essere una razza molto nevrile, forte, equilibrata e calma, con reazioni di difesa molto sviluppate, nella quale l’aggressività e la diffidenza verso gli estranei erano tipiche, tanto che era considerato difetto la mancanza di attenzione e di diffidenza verso gli estranei e, addirittura difetto grave, il cane pauroso e la mancanza di mordacità.

Carattere del cane pastore caucaso

Oggi, un pastore del Caucaso ‘doc’ deve mostrarsi sicuro di sé, non eccessivamente mordace né con le persone né con i suoi simili o con altri animali e, anche se resta una razza difficile e con un forte temperamento, deve comportarsi normalmente e, in esposizione, lasciarsi toccare e controllare. Ultimamente la selezione ha contribuito a cambiare la razza in modo che, dimenticate le steppe caucasiche, possa vivere in un contesto urbano senza problemi, pur mantenendo un’eccezionale potenza fisica, sicurezza di se, fiducia nella propria forza, mancanza di paura, udito finissimo e vista eccezionale oltre a un carattere che lo può vedere tranquillamente anche al fianco di bambini ed anziani. Selezionato con un test I test caratteriali sono molto utili ai fini della selezione di una razza perché consentono di dare la preferenza, in riproduzione, a soggetti che presentano le doti caratteriali richieste, piuttosto che a quelli che manifestano paura o insicurezza. Il test elaborato dall’Acamp per i pastori russi non è un test per i cani da difesa, al quale possono partecipare solo i cani addestrati, ma serve per valutare il cane e il suo rapporto con il proprietario. Il test si sviluppa in tre fasi:

  1. Rapporto con il proprietario/conduttore: viene valutata la sua capacità di saper gestire, manipolandolo e portandolo al guinzaglio tra le persone;
  2. qualità del soggetto: viene valutato a livello di socializzazione sia con l’uomo che con gli altri cani;
  3. test di vigilanza: si valuta la reazione alla minaccia del conduttore da parte di un estraneo.

Anche il club di razza sta incentivando questa iniziativa: l’ultimo test, organizzato l’8 giugno a Bagnone, ha visto la partecipazione di 12 cani tra pastori del Caucaso e pastori dell’Asia centrale, di età variabile dai 5 mesi ai 5 anni che hanno partecipato ad alcune prove attitudinali con l’ausilio di diversi animali domestici come asini, oche, pecore e capre.

Cane da pastore o da utilità?

Nonostante il nome, non tutti i pastori del Caucaso hanno avuto a che fare con le pecore,, i cani allevati durante il comunismo, infatti, erano cani antisommossa, da pattugliamento, per il presidio di confini, prigioni e così via. Oggi in Russia, nei pattugliamenti sono preferite altre razze più veloci ed è più facile vedere un Caucaso come custode di insediamenti militari e prigionieri mentre nelle steppe ci sono ancora numerosi soggetti impiegati nella pastorizia. Anche in Italia ci sono alcuni caucasici a guardia di un gregge, localizzati soprattutto in zone montane dove la pastorizia è minacciata dalla presenza di predatori naturali. Essendo abituato da secoli a difendersi da predatori che possono colpirlo alle spalle, bisogna fin da cucciolo fargli prendere confidenza con questo tipo di approccio affinchè impari che non sempre costituisce una minaccia.

Il pelo del pastore del Caucaso

Il pastore del caucaso era presente non solo nelle steppe caucasiche ma anche in Armenia, Daghestan, Georgia, Azerbaijan e persino in Iran. La vastità dell’areale di diffusione ha comportato la formazione di sottotipi locali, caratterizzati non solo da differenti colori ma anche da differenti lunghezze di pelo, tanto è vero che nei vecchi standard era prevista una divisione tra cani a pelo lungo, a pelo corto e intermedio. Oggi questa divisione non viene più fatta, il pelo deve essere lungo almeno 5 centimetri ma può arrivare anche a 10 e i maschi presentano una criniera molto sviluppata. Nei periodi più freddi la quantità aumenta notevolmente: non dimentichiamo, infatti, che si tratta di un cane capace di vivere anche a meno 30 gradi senza problemi tanto che, nelle ricerche dei soggetti migliori, si dava sempre la preferenza ai cani dal mantello lungo.

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